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La mia storia, o almeno una parte...

Ogni bambino nasce con un sogno nel cassetto da realizzare. Il mio era diventare attore di teatro, esibirmi su un palcoscenico. Volevo recitare, suscitare emozioni, raccontare storie. Poi ho incontrato la cucina e me ne sono innamorato. E oggi, a 45 anni, ho capito che il mio vero sogno è far convivere le due arti: nei miei piatti voglio creare uno spettacolo di colori, di melodie, di profumi, di sapori e di poesia culinaria. Sì, proprio poesia, l’icona dell’emozione.

 

Di origini campane, scopro la mia passione per la cucina all’improvviso, in un giorno di settembre di 30 anni fa, quando ancora bambino rimango incantato di fronte ad un cuoco che si esibisce ad una sagra di paese. L’uomo faceva danzare gli spaghetti come un incantatore, mentre tutti lo acclamavano. È stata un’emozione, sembrava di essere a teatro.

 

La mia grande passione per l’arte culinaria, scaturita da quell’episodio, matura grazie a tre elementi chiave: il ciclismo praticato da bambino, che ha educato la mia alimentazione; la poesia, che mi ha proiettato in un mondo di passione; il teatro, che ha alimentato la mia curiosità di esplorare storie e tradizioni di tutto il mondo.

 

La mia carriera inizia nel gruppo alberghiero francese Accor, a Caserta, dove, grazie alla fiducia del Direttore Antonio Giuliano, comincio a far sbocciare la mia creatività.

Nel 2002, a soli 26 anni, divento lo Chef di uno dei più importanti alberghi di Milano: l’Hotel Sheraton Diana Majestic. In questo contesto ho l’occasione di esprimere con libertà il primo talento, ideando piatti sempre più raffinati, impartendo lezioni di cucina e diffondendo l’esperienza della “Black Dinner”.

 

La mia cucina comincia ad essere definita “impressionista”, proprio per l’uso di colori accesi e dalle tinte definite, che ben si abbinano tra loro e con gli ingredienti senza creare incerte sfumature cromatiche e sensoriali.

 

Nel 2009 vengo chiamato dal gruppo Atahotels a dirigere la cucina di Petriolo Spa & Resort, splendida oasi toscana, dove do vita a due ristoranti dalla forte personalità.

L’intesa e la stretta collaborazione con il team della medical SPA, mi portano a studiare specifici menù energizzanti, antiossidanti ed anti-aging per il benessere degli ospiti, in cui il gusto e la salute convivono in maniera armoniosa, senza sbilanciamenti o mortificazioni del palato.

L’attenzione per il benessere e gli aspetti salutistici dei piatti è da sempre un marchio di fabbrica della mia cucina.

 

A fine 2010 mi viene affidato il rilancio di un’altra struttura Atahotels: il Villa Pamphili di Roma, dove rivalorizzo il ristorante da me denominato “Anima”.

Grazie al fondamentale appoggio del management della catena, realizzo importanti progetti ristorativi nell’ambito di eventi a caratura internazionale, quali gli Internazionali di Tennis di Roma ed il Golden Gala di atletica leggera allo Stadio Olimpico. Nel settembre del 2011 sono testimonial per la Champions Cup di pallanuoto di Roma.

 

Nello stesso anno arrivano i primi riconoscimenti mediatici, vengo regolarmente invitato ad offrire un assaggio della mia cucina su Rai 1, nel programma televisivo di intrattenimento “Le amiche del sabato” per tre edizioni, fino al 2014; poi, nel 2016, sono tutor a “Detto Fatto”, programma televisivo di Rai 2 e nell’estate del 2018 partecipo al programma di Rai 1 “Quelle brave ragazze”.

 

Dal 2011 al 2014 il mio viaggio culinario si arricchisce di nuovi progetti, sia in Italia, sia all’estero: vengo prima chiamato dal gruppo Planetaria Hotels per l’apertura del 5 stelle Château Monfort a Milano; sbarco poi a Londra per curare un nuovo progetto culinario, improntato sull’armonia tra gusto e salute; approdo infine a Torino per dirigere la cucina di un importante ristorante.

Nel 2015 il prestigioso gruppo Starwood Hotels mi riporta a Milano per una nuova sfida.

Ma non è certo l’ultimo atto… Posso orgogliosamente dire che da Aprile sono ospite della meravigliosa Firenze dove mi è stata affidata la cucina del Bristol Winter Garden presso lo storico Helvetia & Bristol.

Il mio grande amore per la storia della cucina italiana mi porta a dare vita ad un progetto a cui tengo molto: il Teatro dei Sapori.

Un viaggio culinario, culturale e sensoriale che conduce lo spettatore alla scoperta della grande bellezza della cucina italiana, intesa come unione di creatività, tradizione, territorio, sapienza umana.

Il desiderio di raccontare le eccellenze del nostro territorio, i luoghi che ne fanno da custodi, le persone che giorno e notte vivono in simbiosi con questo grandissimo patrimonio mi ha spinto a partire nell’estate del 2017 con il Teatro dei Sapori, lasciando l’ego e la giacca da Chef nell'armadio e portando con me solamente la valigia della curiosità.

Uno straordinario viaggio tra le eccellenze italiane dove ho incontrato persone che, senza riflettori, senza palcoscenico, preservano e tramandano con umiltà e semplicità profumi, sapori e ricordi.

 

Amo profondamente la mia terra, le mie origini e cerco quotidianamente di riflettere i miei sentimenti nelle mie creazioni, i miei piatti vogliono essere un inno all’italianità.

Non ho scelto di fare il cuoco con l’unico scopo di riempire lo stomaco ai miei ospiti, ma attraverso l’arte culinaria racconto storie, trasmetto emozioni, mantengo vive le tradizioni e i ricordi di un tempo passato, sempre presente.

 

La cucina è per me conduttrice di ricordi, narratrice di storie, poetessa dell’anima. La cucina è la vera tutrice delle nostre trazioni.